Juve, attacca in velocità ma occhio al contropiede

24 aprile 2014

000_DV1709088Velocità e tecnica: ecco le qualità del Benfica. Una squadra completa, che ha migliorato notevolmente la sua tenuta difensiva negli ultimi 2 anni. I 27 gol subiti nella SuperLiga 2011/12 erano già stati ridotti a 20 l’anno scorso e sono stati limitati a 15 in questo, con 2 giornate ancora da disputare. Eppure i campioni del Portogallo sono attaccabili in velocità e sulle fasce. La Juventus possiede le armi per metterli in difficoltà e per segnare al Da Luz almeno un gol, vitale nel doppio confronto. Leggi il seguito »

di Massimo Callegari

Bale, 100 milioni spesi bene

17 aprile 2014

FC BARCELONA VS. REAL MADRIDDa Barcellona al Barcellona, ne ha fatta di strada Gareth Bale. E alla fine ha vinto la sfida. Sua, di Florentino Perez e di Carlo Ancelotti. E’ arrivato con un’etichetta insostenibile: “l’uomo da 100 milioni di euro“. Il presidente del Real si è giocato la faccia e il portafogli a inizio stagione e Carletto aveva messo in discussione la sua credibilità, schierandolo dal 1′ nel Clasico di andata della Liga, il 26 ottobre 2013. Era appena la seconda partita da titolare del calciatore più veloce del West. Durò un’ora, prima della sostituzione che decretò il fallimento di quella scelta. Ma quando tutti pensavano che Ancelotti avrebbe rimesso Bale in panchina, Carletto fece esattamente il contrario. Come con Crespo a Parma e Del Piero alla Juventus, ha difeso il suo giocatore e non gli ha mai fatto mancare la fiducia. Bale ha segnato una doppietta al Siviglia nella partita successiva e quasi 6 mesi dopo lo ha ripagato con una cavalcata da decatleta e un gol disumano.

HOMBRE DEL PARTIDO - La rete che decide il 228° Clasico e regala al Real la sua 19ma Coppa del Re è fondamentale per quando, come e dove arriva. Quando: era un momento cruciale della partita e della stagione. Con questa vittoria, il Real può preparare con il morale al top la supersfida di Champions col Bayern e la rincorsa all’Atletico nella Liga. Come: lo ha sottolineato Martino a fine gara, raramente si vede un giocatore scattare a quella velocità, per così tanti metri, a 5′ dalla fine di una partita tanto intensa. Dove: la rete nasce da uno scatto imperiale da sinistra, la corsia dove Bale è nato e cresciuto calcisticamente sin da adolescente, prima da terzino poi da centrocampista. É la zona da cui partono le incursioni altrettanto mirabili di Cristiano Ronaldo e probabilmente non è un caso che la rete arrivi proprio nella serata in cui CR7 è assente per infortunio.

SFIDA STRAVINTA - É la sua 20ma rete in stagione, solo 6 in meno di quelle realizzate nel 2012/13 con il Tottenham in tutte le competizioni. Un numero che sembrava irraggiungibile in una squadra che non gioca solo per lui, a differenza di quanto accadeva con gli Spurs. E in un paese diverso, con maggiori pressioni e tanti dubbi sulla sua affidabilità, anche fisica, dopo i problemi dei primi mesi. Era circondato dalle perplessità, come quando venne scartato dal Southampton dopo il primo provino da adolescente. Non erano convinti che potesse essere abbastanza forte fisicamente e mentalmente per meritare la borsa di studio dell’accademia del club. Oggi come allora, con qualità, determinazione e strapotenza fisica, Gareth Bale ha stravinto la sua sfida.

di Massimo Callegari

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Benfica, la Juventus del Portogallo

11 aprile 2014

coppaIn Portogallo non hanno dubbi: Lisbona e Torino, le città delle due finalissime della stagione europea, ospiteranno anche la finale anticipata di Europa League. Juventus e Benfica sono le due grandi favorite della competizione e hanno molto in comune, per la loro storia e per la gestione di questa stagione. Ecco curiosità, pregi e difetti dei prossimi rivali dei bianconeri.

IL TRAUMA E LA RINASCITA - La maledizione di Bela Guttmann (“Il Benfica non vincerà la Coppa dei Campioni da qui a 100 anni”, disse l’allenatore ungherese dopo il trionfo del 1962 e il rifiuto della società di pagargli il premio richiesto) si è confermata l’anno scorso nella maniera più incredibile. In due settimane tra l’11 e il 26 maggio 2013 il Benfica ha perso le due finali di Europa League (settima sconfitta consecutiva in una finale europea) e di Coppa del Portogallo e la sfida decisiva per il campionato contro il Porto. Tre sconfitte traumatiche, con lo strascico delle accuse di Cardozo all’allenatore Jesus dopo la sconfitta subita dal Vitoria Guimaraes nella coppa nazionale. L’attaccante paraguaiano, a lungo sul punto di essere ceduto, alla fine è rimasto a Lisbona ma da quello screzio e da quelle sconfitte sono state poste le basi per la grande stagione attuale.

MINI-TRIPLETE IN VISTA - Oggi il Benfica è in semifinale di Europa League e di coppa del Portogallo (ritorno al Da Luz il 16 aprile contro il Porto, che ha vinto l’andata 1-0). Ma soprattutto, con 7 punti di vantaggio sullo Sporting Lisbona a 4 giornate dalla fine, è a un passo dal 33° titolo nazionale della sua storia, 3° negli ultimi 10 anni. Gli altri 7 sono stati vinti proprio dai grandi rivali del Porto, la cui eliminazione dall’Europa League ha cancellato il timore che un successo europeo dei nemici potesse oscurare quello del Benfica in SuperLiga.

PRIMA IL CAMPIONATO POI L’EUROPA LEAGUE - Il trauma dell’anno scorso ha pesato nelle scelte dell’allenatore Jorge Jesus. Dopo l’incredibile eliminazione nella fase a giorni di Champions a opera dell’Olympiakos, con miracoli in serie dell’ex Roberto nel match decisivo ad Atene, il campionato è diventato una priorità assoluta. Come per la Juventus. Nel giro di due settimane la SuperLiga potrebbe essere conquistata aritmeticamente e per le semifinali di Europa League potrebbero essere schierati i migliori.

SISTEMA DI GIOCO - Jorge Jesus, 59 anni, è sulla panchina delle Aquile da 4 anni. E’ alla terza semifinale di Europa League e nella Champions 2011/12 è uscito ai quarti contro il Chelsea poi campione. Predilige un 4-1-3-2 molto dinamico, con un pivote davanti alla difesa ed esterni d’attacco molto veloci. Perso l’eccellente Matic a gennaio (al Chelsea per 25 milioni di euro) il ruolo di mediano è affidato a un altro serbo, Fejsa (25 anni), meno tecnico ma forte sia fisicamente che tatticamente. I 3 centrocampisti offensivi titolari sono il talentuoso Markovic (20, serbo pure lui) e gli argentini Perez e Gaitàn. Nei quarti di Europa League contro l’AZ, però, il grande protagonista è stato Eduardo “Toto” Salvio, 2 assist e 1 gol tra andata e ritorno dopo 5 mesi ai box per un infortunio al tendine d’Achille. Davanti si muovono ad alta velocità e segnano lo spagnolo Rodrigo (23, campione d’Europa con l’under 21) e il brasiliano Lima (30, ex Sporting Braga). Insieme hanno realizzato 22 gol in SuperLiga costringendo in panchina Cardozo, limitato dalla pubalgia e dai residui dello screzio di fine stagione scorsa.

EQUILIBRIO E POCHI DIFETTI - Il Benfica è una squadra equilibrata, con due difensori centrali fortissimi fisicamente, pericolosi sulle palle inattive ma attaccabili negli spazi: il brasiliano Luizao (33, all’11ma stagione nel club) e l’argentino Garay (27, ex Real Madrid). Per le posizioni di laterali è invece fondamentale la duttilità del portoghese Silvio (26, in prestito dall’Atletico Madrid), in grado di giocare sia a destra che a sinistra. Le altre opzioni sono l’uruguaiano Maxi Pereira (29) e il brasiliano Guilherme Siqueira (27). Tra i pali, complice un infortunio, l’ex Roma Artur ha perso ormai il posto a favore del 21enne serbo Jan Oblak, considerato dai tifosi il portiere del futuro. Il simbolo di un ricambio graduale ma netto e di uno strappo col passato più e meno recente. Questo Benfica, già giustiziere del Tottenham, è la rivale peggiore che la Juventus potesse trovare sulla strada della finalissima.

 

di Massimo Callegari

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Special Night a Stamford Bridge

9 aprile 2014

mouPer la settima volta nelle ultime 11 edizioni di Champions League il Chelsea è tra le prime 4. José Mourinho ha saputo fare ancora meglio: per lui sarà l’ottava semifinale della carriera, primato assoluto, 1 in più di Sir Alex Ferguson. Dopo le 2 eliminazioni col Liverpool di Benitez (2005 e 2007) lo attende un altro assalto alla finalissima coi Blues. Ma ancor prima che per questi straordinari numeri, la serata di Stamford Bridge resterà Special per l’energia e l’adrenalina che l’hanno pervasa.

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di Massimo Callegari

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Lavezzi-Cavani, rivincita a Stamford Bridge

8 aprile 2014

000_Par6936914Cavani a Stamford Bridge, finalmente. Non con la maglia del Chelsea come in tanti avevano ipotizzato, ma con quella del PSG. Due anni dopo, la rivincita si può compiere, per lui e Lavezzi. I grandi protagonisti del Napoli che sognò a lungo la qualificazione a Londra, prima di crollare sotto i colpi di Drogba, Terry, Lampard e Ivanovic, decisivo per il 4-1 ai supplementari. Leggi il seguito »

di Massimo Callegari

Real, incubo tedesco e voglia di vendetta

2 aprile 2014

FBL-EUR-C1-REALMADRID-TRAININGAttenzione, Real. Anzi: achtung! Dopo il trionfo del 2002 a Glasgow contro il Bayer Leverkusen, la Germania ha portato infatti tante delusioni ai blancos. Negli ottavi di questa edizione, è vero, lo Schalke è stato spazzato via comodamente ma negli ultimi 12 anni ben 3 eliminazioni sono arrivate contro Bayern e Borussia Dortmund. L’ultimo giustiziere del Real, che stasera torna al Bernabeu dopo aver scampato la remontada 11 mesi fa. Leggi il seguito »

di Massimo Callegari

Sabella, Tevez e il miraggio mondiale

27 marzo 2014

FBL-WC2010-FRIENDLY-ARG-CANCon la doppietta al Parma, Carlitos Tevez ha raggiunto quota 18 reti in Serie A e avrà a disposizione altre 7 partite per superare il suo record personale di 23, stabilito col Manchester City nella Premier 2009/10. Quella stagione si chiuse con i Mondiali in Sudafrica, cui Tevez arrivò con la benedizione di Maradona, che lo definì “più importante di me e di Messi“. L’Apache fu decisivo con una doppietta negli ottavi contro il Messico ma crollò con tutta la squadra nei quarti contro la Germania. Oggi Carlitos è un giocatore più completo e maturo rispetto a 4 anni fa, ma le probabilità che venga convocato per i prossimi Mondiali sono ridotte al minimo. Per ragioni politiche e di equilibri di spogliatoio, certo. Ma anche, e più di quanto si pensi, per motivi tecnici. Leggi il seguito »

di Massimo Callegari

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Giovane, veloce e fragile dietro: ecco il Lione anti-Juve

21 marzo 2014

lioneQuinto in Ligue 1 e prossimo finalista di Coppa di Lega contro il PSG, il Lione che attende la Juve non è più quello che con Juninho, Pjanic e Benzema per anni ha fatto tremare l’Europa, raggiungendo addirittura la semifinale di Champions 2010. La Juventus troverà un ambiente caldo all’andata allo Stade de Gerland e una squadra giovane, con tutte le conseguenze che questo comporta: entusiasmo e discontinuità, velocità e disattenzioni evitabili.

L’ALLENATORE - Remi Garde, 47 anni, è alla terza stagione sulla panchina del club in cui era cresciuto e ha giocato da centrocampista negli anni ’80-90. Era abile tatticamente in campo e ha trasmesso queste qualità da allenatore in particolare a Gonalons, capitano e vertice basso del suo 4-3-1-2. Ha raccolto una squadra che praticava un calcio poco spettacolare sotto la guida di Puel e le ha ridato brillantezza offensiva. Dopo il 4° posto del 2011/12 e la clamorosa eliminazione agli ottavi di Champions con l’Apoel Nicosia, nella scorsa stagione è stato freddato ai sedicesimi di Europa League dal gol lastminute di Dembelé  del Tottenham. In campionato ha chiuso al 3° posto col 2° miglior attacco dopo il PSG, raggiungendo i playoff di Champions League persi poi con la Real Sociedad.

GIOVANI E FORTI – Più della metà dei giocatori in rosa provengono dalle giovanili. I più interessanti sono il difensore francocamerunese Samuel Umtiti (20 anni), il già citato Gonalons (25, a lungo nel mirino del Napoli), il trequartista Clement Grenier (23) e l’attaccante Alexandre Lacazette (22). Grenier è un trequartista elegante, non veloce ma con grande tempismo negli inserimenti e pericoloso sulle palle ferme. Esploso gradualmente, accusato di giocare un calcio “troppo semplice”, ha relegato in panchina prima Ederson poi Gourcuff, per i quali il Lione aveva speso 36 milioni di euro totali. Lacazette, originario della Guadalupa, con 13 gol è il miglior marcatore della squadra in Ligue 1 sin qui. Velocissimo, è dotato di un’ottima tecnica, che gli permette di preparare con immediatezza la conclusione. Completano le variabili offensive il rapido Jimmy Briand (28) e il portentoso Bafetimbi Gomis (28), forte fisicamente, di testa e negli spazi aperti.

PUNTI DEBOLI -  Garde non è riuscito a migliorare la tenuta difensiva. Nella sua prima stagione chiuse con la peggior difesa delle prime 8 di Ligue 1 e in questa ha subìto più gol (35, 2 in meno di tutto lo scorso campionato) tra le prime 7. Quando centrocampo e difesa perdono compattezza, emergono i limiti dei due difensori centrali: l’inesperienza di Umtiti e lo scarso dinamismo del serbo Bisevac (30), più a suo agio sulle palle alte. La squadra, in generale, fatica a gestire la pressione degli avversari, come si è visto anche nel sofferto match di ritorno degli ottavi, perso 2-1 sul campo del Viktoria Plzen.

COSA DEVE FARE LA JUVE – Prendere subito l’iniziativa e togliere entusiasmo e fiducia al Lione sin dai primi minuti della partita di andata. Un po’ come è successo sul campo del Trabzonspor, dove l’approccio famelico dei bianconeri ha spento gli ardori dei turchi. E poi mantenere l’attenzione costante su Lacazette, raddoppiandolo e non permettendogli di girarsi: quando vede la porta, sa essere micidiale.

di Massimo Callegari

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Quarti da urlo: trappola Cholo per il Barça, Ibra-Mou, ancora Real-Borussia e Pep-United

21 marzo 2014

-Per la prima volta nei quarti di finale di Champions League ci sono tutte e 8 le vincenti della fase a gironi. Ecco curiosità, incroci e attese di quattro sfide entusiasmanti. Leggi il seguito »

di Massimo Callegari

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Torna Drogba, DD Day a Stamford Bridge

18 marzo 2014

FBL-EUR-C1-GALATASARAY-PRESSEROggi a Stamford Bridge è il DD Day. Il giorno di Didier Drogba. Torna per la prima volta davanti ai tifosi ai quali ha regalato emozioni indimenticabili e un’impressionante serie di trofei: 3 Premier League, 4 FA Cup, 2 Coppe di Lega, 2 Community Shield. E, last but not least, la prima Champions League nella storia del club. Il suo ultimo pallone toccato con la maglia dei Blues fu proprio il rigore del trionfo nella finale 2012 di Monaco di Baviera. Il cerchio che si chiudeva dopo anni di beffe europee, di cui tante condivise con Mourinho (il gol-non gol di Luis Garcia nella semifinale 2005 di Anfield, la sconfitta ai rigori 2 anni dopo ancora contro i Reds).

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di Massimo Callegari

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